Bonhoeffer - Associazione "Angioletto Castiglioni"

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Bonhoeffer

A Flossenbürg

Quando un pazzo lancia la sua auto sul marciapiede, io non posso, come pastore,
contentarmi di sotterrare i morti e consolare le famiglie. Io devo,
se mi trovo in quel posto, saltare e afferrare il conducente al suo volante.

                                                                                   Dietrich Bonhoeffer


Dietrich Bonhoeffer



La giovinezza

Figlio di un eminente psichiatra di origine berlinese e di una insegnante, Bonhoeffer nacque nel 1906 a Breslavia, l'attuale Wroc?aw, in Polonia, da una famiglia dell'alta borghesia molto in vista, con relazioni anche col mondo politico e culturale.
Benché inizialmente avesse intenzione di seguire le orme paterne, manifestò fin da ragazzo la volontà di diventare un pastore evangelico: i suoi genitori, che pur frequentando la chiesa evangelica erano profondamente laici, decisero di sostenerlo.
Studiò teologia a Tubinga e a Berlino, dove conseguì, nel 1927 a soli 21 anni, il dottorato, difendendo una tesi in ecclesiologia sulla Comunione dei Santi ("Sanctorum Communio", pubblicato nel 1930).
Per la sua formazione spirituale risultarono fondamentali i suoi numerosi soggiorni all'estero: prestò dapprima servizio pastorale presso la chiesa luterana delle comunità tedesca di Barcellona e, nel 1929, si trasferì a New York, per specializzarsi all'Union Theological Seminary (della confessione metodista), dove iniziò a frequentare le chiese della comunità afro-americana nel quartiere di Harlem; nel 1930 si spostò a Londra: qui iniziò un rapporto epistolare con Gandhi, che sognò sempre di incontrare, senza mai riuscirci.

Il ritorno in Germania

Tornò in Germania nel 1931 per dedicarsi all'insegnamento presso l'Università di Berlino. Iniziò anche la sua opposizione attiva al nuovo regime nazista. Appena due giorni dopo la presa del potere di Hitler, dovette tenere una conferenza via etere (dai microfoni della Berliner Funkstunde) sull'idea di Fuhrer. In essa diceva che se il capo "permette al seguace che questi faccia di lui il suo idolo, allora la figura del capo si trasforma in quella di corruttore... Il capo e la funzione che divinizzano se stessi scherniscono Dio". Sulle prime leggi hitleriane del marzo 1933 non si registrano prese di posizione ufficiali da parte delle chiese evangeliche. Leggi che annientarono la democrazia: l'Ordinanza del Presidente del Reich per la tutela del popolo e dello Stato (offrì giustificazione per misure contro le chiese, rese possibile campi di concentramento, revocò diritto alla libera manifestazione del pensiero, libertà di stampa, diritto di riunione, segreto postale, legalizzò perquisizioni e sequestri). La legge di lesa patria equiparò l'opposizione al governo e al partito ai nemici della nazione; la legge sui pieni poteri dissolse i controlli del Parlamento e della costituzione. Quando la legge sui non ariani estromise dai pubblici uffici gli ebrei che lì erano impegnati, Bonhoeffer fu uno dei primi che affrontò il tema e tenne una conferenza La chiesa di fronte al problema degli ebrei. Da buon luterano egli riconosce allo Stato il diritto di decidere dal punto di vista legislativo sulla questione ebraica, ma sosteneva che la chiesa dovesse interrogare lo Stato circa il carattere legittimante statale del suo agire, cioè può responsabilizzare lo Stato. La chiesa ha un obbligo incondizionato nei confronti delle vittime dell'ordine sociale, anche se non appartengono alla comunità cristiana. Se la chiesa vede che lo Stato eccede, essa è nella condizione "non soltanto di fasciare le vittime che sono finite in mezzo agli ingranaggi della ruota, ma di arrestare gli ingranaggi stessi".
Non potendo più restare a Berlino, nel 1933 torna a Londra per seguire due comunità evangeliche tedesche. Pacifista convinto, avanzò la proposta di un concilio ecumenico (aperto a tutte le confessioni cristiane) sulla pace:
  " Solo il grande concilio ecumenico della santa chiesa di Cristo da tutto il mondo può parlare in modo che il mondo, nel pianto e stridor di denti, debba udire la parola della pace, e i popoli si rallegreranno perché questa chiesa di Cristo toglie, nel nome di Cristo, le armi dalle mani dei suoi figli e vieta loro di fare la guerra e invoca la pace di Cristo sul mondo delirante "
Nel frattempo in Germania gli amici di Bonhoeffer, dal 29 al 31 maggio del 1934, tennero il sinodo confessante di Barmen. 138 delegati di tutte le chiese regionali e provinciali luterane, proclamarono unitamente, sotto le pressioni di Berlino, 6 proposizioni rivolte contro i Cristiani tedeschi e il loro governo ecclesiastico. Redatte da Barth respingevano la falsa dottrina per cui la chiesa deve riconoscere come rivelazione di Dio anche altri eventi e potenze, figure e verità (Solus Christus indirizzata contro pretese di Hitler). Per Bonhoeffer, che era assente a quell'evento, fu la vera data di nascita della Chiesa confessante e significò il conseguimento di ciò per cui aveva lottato lungamente. Rimase in Inghilterra fino al 1935, quando decise di tornare a Berlino. Aderì alla Chiesa confessante, la comunità che si era distaccata dalla Chiesa evangelica ufficiale (che aveva riconosciuto l'autorità del regime) contro la quale aveva scatenato il Kirchenkampf, la "lotta delle chiese". Ne sarà il principale esponente insieme a Martin Niemöller con cui formulò la prima forma di autoimpegno. Quindi parteciparono a una riunione ecumenica nei Balcani per informare le guide del movimento ecumenico sui retroscena degli eventi. Il 2 dicembre 1935 apparve l'ordinanza del Ministro Kerrl per l'applicazione della legge sulla sicurezza della Chiesa evangelica. Essa dichiarava come inammissibile tutte le disposizioni ecclesiastiche emanate da associazioni o gruppi. Di conseguenza, anche l'esistenza del seminario di predicazione (nella chiesa evangelica è un istituto di preparazione ad un esame e all'ordinazione) di cui Bonhoeffer era la guida, divenne illegale. Soltanto un paio di anni dopo la Gestapo appose i sigilli, quindi Bonhoeffer escogitò un'ulteriore forma di collaborazione coi suoi candidati: quella del vicariato collettivo. In seguito Bonhoeffer ha messo per iscritto Vita comune, esperienza di questa religiosità vissuta comunitariamente. Il libro, assieme alle lettere dal carcere di Tegel pubblicate con il titolo Resistenza e resa, rappresentò il suo più grande successo editoriale.
La direzione del seminario clandestino di Finkenwalde, sul Mare del Nord, procurò violenti attacchi alla sua reputazione teologica poiché mandò in frantumi l'antica identificazione tra l'incarico del predicatore e quello del pastore, ponendo inequivocabilmente il primo davanti al secondo. Inoltre continuò la sua dura opposizione alla politica antisemita nazista ma, a causa di una recrudescenza delle persecuzioni ai danni della Chiesa confessante, nel 1939 Bonhoeffer dovette accettare un incarico di insegnante negli Stati Uniti. Allo scoppio della guerra, decise però di tornare in patria, per condividere il destino del suo popolo.

La cospirazione

Bonhoeffer fu intensivamente iniziato ai piani della congiura - senza esito - del gruppo Oster, Dohnanyi, Müller, che volevano fermare Hitler prima dell'apertura alla guerra sul fronte occidentale. Qualche tempo dopo subì, da parte della Gestapo, una razzia durante un raduno giovanile in cui teneva un corso biblico per studenti. Gli fu vietato di parlare a causa della sua "attività di disturbo per il popolo" e gli fu intimato di presentarsi regolarmente presso la stazione di polizia. L'organizzazione della Abwehr (Servizio segreto militare) sotto la guida di Canaris, liberò Bonhoeffer dall'obbligo di comunicare i propri spostamenti alla stazione di polizia in Pomerania, dichiarandolo indisponibile. Oster e Dohnanyi lo impiegarono come uomo della Abwehr a Monaco, cioè il più lontano possibile dalla Pomerania. In questo modo egli entrava a far parte della cerchia della resistenza militare attiva. Bonhoeffer doveva tuttavia comunicare ancora i suoi spostamenti alla polizia di Monaco. Qui soggiornò nell'abbazia benedettina di Ettal, dove scrisse l'Etica e attese agli incarichi dell'Abwehr con i viaggi all'estero.
Bonhoeffer rimaneva ufficialmente al servizio della Chiesa confessante, però collaborava con alcune commissioni teologiche del sinodo confessante. I Consigli dei fratelli, "suoi superiori" erano a conoscenza in modo molto vago dei suoi incarichi militari. Questi erano di due tipi: da una parte doveva riportare notizie dall'estero - e questo come camuffamento; dall'altra doveva dare segnali all'estero della perdurante presenza di una resistenza tedesca. Bonhoeffer era cosciente della stranezza della situazione in cui si trovava mettendo a disposizione dei servizi militari tedeschi - cioè nella realtà della resistenza - le sue relazioni ecumeniche. Su incarico dell'Abwehr e grazie alla disponibilità di passaporti e visti intraprese viaggi in Svizzera, Svezia, Norvegia e Italia. Si svolsero in tre stadi.
1.   Nel 1941 portò a conoscenza degli amici all'estero che esisteva e lavorava un'organizzazione politica sotterranea e fornì informazione ai propri gruppi.
2.   Ricognizione degli obbiettivi di pace da parte alleata.
3.   Nel 1942 incontrò Georg Bell, vescovo di Chichester nonché suo amico, e gli comunicò i singoli dettagli, compresi i nomi, del colpo di Stato che si stava preparando. Il governo inglese avrebbe dovuto appoggiare, in caso di riuscita, gli autori del colpo di Stato così da metterli in condizione di creare un nuovo governo.
Di lì a poco la situazione cominciò a farsi pericolosa.

La prigionia

Col fratello Klaus e il cognato Hans von Dohnani, entrò in contatto con l'ammiraglio Wilhelm Canaris, capo del servizio segreto militare (Abwehr), che con altri ufficiali stava organizzando una congiura per assassinare Hitler (il putsch del 20 luglio 1944), ma il 5 aprile del 1943 il capo del tribunale militare dr. Manfred Roeder e l'agente della Gestapo criminale Sonderegger lo arrestarono. La vita nella cella del carcere di Tegel, nei sobborghi di Berlino, fu all'inizio per Bonhoeffer un tormento. Soffriva dello stretto isolamento poiché ai guardiani era proibito parlare coi "politici".
Il procedimento contro Bonhoeffer si articolò durante la prigionia in tre fasi distinte. La prima fase, iniziata con l'accusa e terminata con gli interrogatori di Roede (dall'aprile al luglio 1943). Le indagini abbracciavano quattro elementi: 1) l'esenzione al servizio militare disposta dalla Abwehr che aveva permesso a B. di sottrarsi al controllo della polizia di Stato e di svolgere il suo lavoro ecclesiastico; 2) l'"Operazione 7", cioè il trasporto di un gruppo di ebrei in Svizzera; 3) i viaggi all'estero che avevano poco a che fare con compiti militari; 4) la mediazione esercitata dalla Abwehr a favore di alcuni esponenti di spicco della Chiesa Confessante come Niesel, Bethge e altri. Bonhoeffer ha redatto in cella una nutrita serie di resoconti e note su questi interrogatori. Il tentativo di mettere allo scoperto i fatti cospirativi era fallito e per chi conduceva le indagini diveniva impossibile sollevare l'accusa di alto tradimento o di tradimento alla patria. Rimaneva solo l'accusa di "disfattismo in seno alle forze armate" a causa dell'esenzione dal servizio militare. La seconda fase della prigionia fu caratterizzata alla preparazione al processo (fino all'aprile 1944). I termini del processo furono spostati ripetutamente,finché gli amici del detenuto vennero a sapere (nell'aprile 1944) che non ci sarebbe stato nessun processo e che non si poteva fare nulla se non lasciare che la cosa venisse "insabbiata" fino al colpo di Stato. Nella terza fase iniziò in cella il lavoro più fruttuoso. Alcuni teologi considerano le lettere di contenuto teologico che ha spedito dal 30 aprile 1944 come l'inizio di una nuova epoca teologica. Del fallimento del colpo di Stato egli seppe già alla sera del 20 luglio. Così il 21 luglio egli perse ogni speranza e si preparò al peggio.
In questo periodo (un anno e mezzo) produsse una serie di scritti che verrà poi raccolta nel volume Resistenza e resa, la sua opera più famosa, in cui rifletteva sul rapporto tra fede e azione, tra religione e mondo. A un compagno di prigionia italiano, che gli chiese come potesse un sacerdote partecipare a una cospirazione politica che prevedesse anche lo spargimento di sangue, disse:
  " Quando un pazzo lancia la sua auto sul marciapiede, io non posso, come pastore, contentarmi di sotterrare i morti e consolare le famiglie. Io devo, se mi trovo in quel posto, saltare e afferrare il conducente al suo volante "
La squadra della Gestapo tardava ad arrivare. Passarono giorni, settimane. In questo periodo prese in considerazione l'idea di fuggire dal carcere. Il suo guardiano, il sottufficiale Knobloch, un operaio di Berlino nord, aveva collaborato nel periodo di prigionia di Bonhoeffer, a far uscire la sua corrispondenza clandestina. Una settimana dopo però il fratello Klaus e Schleicher vennero arrestati a causa della loro partecipazione al complotto, così Bonhoeffer non dette seguito al suo piano di fuga per non compromettere ulteriormente il fratello e i parenti. Nel frattempo la Gestapo aveva trovato dei documenti della Abwehr che dimostravano la partecipazione alla congiura di Bonhoeffer fin dal 1938. Hitler era fuori di sè. Revocò l'ordine di eliminazione immediata dei cospiratori al fine di accertare ulteriori ramificazioni. Questo spiega perché le esecuzioni furono rimandate per lungo tempo. Insieme ad altri congiurati, venne impiccato nel campo di concentramento di Flossenbürg all'alba del 9 aprile 1945, pochi giorni prima della fine della guerra.
Nel 1945 la Chiesa confessante offrì a Stoccarda la famosa ammissione di colpa: "La chiesa [...] è rimasta muta dove avrebbe dovuto gridare, perché il sangue degli innocenti gridava al cielo... Essa è rimasta a guardare quando sotto la copertura del nome di Cristo si sono compiute violenze ed ingiustizie... La chiesa confessa di aver assistito all'uso arbitrario della forza brutale, alle sofferenze fisiche e spirituali di innumerevoli innocenti, all'oppressione, all'odio, all'assassinio senza levare la propria voce in loro favore, senza aver trovato vie per correre loro in aiuto. Essa si è resa colpevole della vita dei fratelli più deboli e indifesi di Gesù Cristo (gli ebrei)... Lo confessa... Non ha rinfacciato al calunniatore la sua ingiustizia e ha abbandonato il calunniato al suo destino".



Film
Bonhoeffer (2000) (regia: Eric Till)

Bibliografia
Testi di Bonhoeffer
Venga il tuo Regno. Brescia, Queriniana, 1969. (ripubblicato nel 1976 con il titolo Venga il tuo Regno: la preghiera della comunità per l'avvento del Regno di Dio sulla terra. Le dieci parole del Signore: prima tavola: interpretazione dei primi tre comandamenti).
"   Resistenza e resa: lettere e appunti dal carcere. Milano, Bompiani, 1970. (ripubblicato da Edizioni Paoline nel 1989 con il titolo Resistenza e resa: lettere e scritti dal carcere e da Queriniana nel 2002 con il titolo Resistenza e resa: lettere e altri scritti dal carcere).
"   L'ora della tentazione. Brescia, Queriniana, 1972. (ripubblicato nel 1977 con il titolo Creazione e caduta. L'ora della tentazione).
"   La vita comune. Brescia, Queriniana, 1972. (ripubblicato nel 1991 con il titolo Vita comune. Il libro di preghiera della Bibbia).
"   Lettere a un amico. Milano, Bompiani, 1972.
"   Sanctorum Communio: una ricerca dogmatica sulla sociologia della Chiesa. Roma-Brescia, Herder-Morcelliana, 1972. (ripubblicato da Queriniana nel 1994).
"   Testimoniare Cristo tra i fratelli. Milano, Gribaudi, 1975.
"   L'essenza della Chiesa. Brescia, Queriniana, 1977.
"   Gli scritti: 1928-1944. Brescia, Queriniana, 1979.
"   Pregare i salmi con Cristo. Brescia, Queriniana, 1981.
"   Creazione e caduta: interpretazione teologica di Genesi 1-3. Brescia, Queriniana, 1982.
"   Cristologia. Brescia, Queriniana, 1984.
"   Una pastorale evangelica. Torino, Claudiana, 1990.
"   Atto ed essere: filosofia trascendentale ed ontologia nella teologia sistematica. Brescia, Queriniana, 1993.
"   La parola predicata: corso di omiletica a Finkenwalde (1935-1939). Torino, Claudiana, 1994.
"   Lettere alla fidanzata Cella 92: 1943-1945. Brescia, Queriniana, 1994.
"   Etica. Brescia, Queriniana, 1995.
"   Fedeltà al mondo: meditazioni. Brescia, Queriniana, 1995.
"   Memoria e fedeltà. Magnano, Qiqajon, 1995.
"   Cristianesimo e storia dell'Occidente: pagine dall'Etica e dalle Lettere. Torino, SEI, 1996.
"   Lo straordinario si fa evento: Croce e Risurrezione. Brescia, Queriniana, 1997.
"   Frammenti da Tegel. Brescia, Queriniana, 1998.
"   Poesie. Magnano, Qiqajon, 1999.
"   Libertà di vivere. Milano, Gribaudi, 2001.
"   Ultime lettere dalla Resistenza: Dietrich Bonhoeffer e i suoi familiari nella lotta contro Hitler. Torino, Claudiana, 2001.
"   Gesù Cristo dono di Dio. Milano, Gribaudi, 2004.
"   Meditazioni sul Natale. Torino, Claudiana, 2004.
"   Riconoscere Dio al centro della vita: testi per l'anno liturgico. Brescia, Queriniana, 2004.
"   Bonhoeffer: un cristianesimo non-religioso. Antologia da "Resistenza e resa", "Lettere alla fidanzata". Padova, EMP, 2005.
"   Chi sono io?: meditazioni dal carcere. Torino, Claudiana, 2005.

Studi su Bonhoeffer
Gennaro Gentile, Dietrich Bonhoeffer. Una luce sulla crisi dell'Occidente cristiano, Guida, Napoli 2007.

leggi anche
il saggio di Rossana Rossanda



 
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